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IDENTITA' DI GENERE, GUERRA E NEOLIBERISMO
Incontro con Helena Velena ed esponenti di gruppi e associazioni cittadine
Giovedì 24, alle 19:00 circ.Arci Borderline via Rockfeller 16, Sassari


Helena Velena ( www.helenavelena.com), gender-hacker ed autrice di vari libri fra cui "Dal cybersex al transgender" e "I popoli di Seattle".

L'incontro si propone come una riflessione sui temi d'attualità riletti da angolazioni diverse, partendo da quella di genere, e mettendo in risalto le ricadute materiali e simboliche che gli avvenimenti di oggi hanno sui nostri percorsi, sessualità, relazioni.
Abbiamo pensato che fosse necessario cominciare a incontrarsi per discutere non solo sul piano ufficiale degli effetti pratici della guerra e del neoliberismo, cioè sfruttamento, distruzione, morte, ma anche su un piano più simbolico degli effetti che hanno sia sull'immaginario come anche sulla vita reale delle persone e sullo sviluppo di percorsi identitari di liberazione.
La limitazione del discorso ad un piano puramente maschile della forza o del potere, permette che concetti aberranti come "l'imposizione della democrazia" (o la sua "esportazione" che nel linguaggio neoliberista si equivalgono) o la liberazione dei popoli (che non l'hanno richiesto) vengano usati a pretesto anche di azioni militari e di guerre. Eppure l'intera vicenda irakena è piena di contraddizioni schizofreniche tutte tese alla semplificazione basata sulla contrapposizione: occidente contro musulmani, democrazia contro dittatura, civiltà contro barbarie. Come se non solo esistessero due mondi ben distinti, ma soprattutto che ci fossero dei valori universali e oggettivi. Eppure i valori del neoliberismo sono tutt'altro che democratici, perlomeno nel suo significato complesso e le forme attuate in occidente non sono tutte uguali. Che l'America vada in giro a fare guerre per esportare la sua democrazia, come la pena di morte anche per i minori, l'assenza di una assistenza sanitaria pubblica e leggi di limitazione dei diritti umani come quelle contro l'omosessualità, presenti in una ventina di stati, risulta quasi un controsenso. Ma anche la semplice imposizione ad un paese straniero dei libri di testo scolastici, come nella peggiore delle colonizzazioni, non desta più alcun scalpore e può entrare nell'immaginario comune come conseguenza logica del "processo di democratizzazione".
La nuova strategia del controllo mira quindi non solo ad una repressione fisica feroce, come tutti gli ultimi anni stanno a dimostrare, basti pensare a Genova o anche, in modo diverso, a Guantanamo e a tutto il dibattito sulla tortura, ma anche ad un "autocontrollo di consenso", in parte forzato, attraverso una sempre maggiore insicurezza economica e anche fisica, in parte dovuto ad una certa assuefazione alle logiche neoliberiste del consumo e della libertà di sfruttamento. E la continua elezione di dirigenti industriali alla guida degli stati ce lo dimostra, come quasi una riduzione dei rapporti sociali a semplici rapporti economici e di potere.
Anche da un punto di vista più limitatamente sessuale la sintesi semplificativa che il mercato ha fatto delle più diverse istanze di liberazione ha circoscritto il discorso ad un piano puramente estetico anziché politico, inibendo così tutti quei percorsi troppo distanti dalla Norma etero-liberista.


Info tel 079219024 - 3473078697
borderliness@virgilio.it
www.movimentomosessualesardo.org

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